A scatenare le ire del deputato regionale, in verità mai del tutto sopite dopo la rottura che un anno fa consumò la spaccatura tra Gennuso, allora vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, e il sindaco Savarino, la mancata partecipazione del Comune rosolinese al bando per la valorizzazione del territorio e delle cave, che avrebbe potuto essere «un ottimo punto di partenza per dare una scossa all’economia della città e della zona – afferma Gennuso -. Invece questa Amministrazione sonnecchia e non si è dotata di uno staff competente che possa cogliere queste opportunità». Sotto accusa, quindi, la mancata programmazione per l’accesso ai fondi comunitari che, secondo Gennuso, dovrebbe concretizzarsi nella stesura di progetti esecutivi, invece, ad oggi assenti.
«Esistono alla Regione sette progetti di cui sto seguendo l’iter – spiega il parlamentare regionale – ma si tratta di progetti vecchi, presentati da molto tempo. Niente di nuovo giunge su questo fronte da parte di questa Amministrazione su cui ogni giorno sono costretto a ricredermi sempre più.Aveva ragione il sindaco Giuca quando diceva che i nuovi amministratori non sarebbero riusciti neppure a fare la manutenzione ordinaria su quello che lui aveva fatto».
L’attacco poi si svolge anche sul piano del personale ed, in particolare, sui responsabili di servizio, a cui rivolge la propria attenzione il coordinatore cittadino Giuseppe Incatasciato: «Avevamo chiesto il cambio dei dirigenti di servizio perché i loro stimoli sono corredo fondamentale per la valorizzazione del lavoro di un’amministrazione. Ma Savarino, che si professava innovatore, da quel punto di vista ha evitato ogni segnale di discontinuità con il passato».
A lasciare poi scontento il gruppo dell’Mpa la gestione del dialogo in seno ai partiti, divenuto «inesistente. Savarino – conclude Giuseppe Incatasciato – doveva restituire valore ai partiti ed invece ha svuotato le strutture di ogni significato». Attacchi sono poi seguiti sulla gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani, nonché delle nomine all’interno del nucleo di valutazione, troppo sbilanciato, secondo Gennuso, verso l’associazione di volontariato «Misericordia».
Santina Giannone
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